Entrare in una pasticceria siciliana significa entrare in un mondo fatto di odori, sapori, colori e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Uno spettacolo tutto da ammirare con gli occhi e da assaporare con il palato. Oltre al piacere dei sensi occorre anche ricordare che quasi tutti i dolci della pasticceria siciliana sono strettamente legati ad una festività, e dietro ad ognuno di esso si nasconde una storia spesso piuttosto incerta, a metà strada tra realtà e fantasia, tra mito e leggenda. L’unica cosa certa però è che i precursori della moderna pasticceria siciliana sono stati i conventi di clausura. La pasticceria siciliana può contare su tradizioni molto antiche, e su sapori che trovano pochi eguali non solo in Italia, ma nel mondo intero. Questo spiega perché i dolci della Trinacria oggi spopolano ovunque, anche a Roma, dove ci sono alcune gelaterie che hanno scelto di “migrare” la loro bontà. Eppure, se da un lato tutti noi li apprezziamo e li gustiamo quotidianamente, dall’altro spesso ne ignoriamo le origini. Ed è un vero peccato, considerando che la pasticceria della Sicilia può contare su una storia ricca di notizie interessanti.
Comprende:
• Bucce di cannolo grandi
• 1 saca a poche con ricotta già zuccherata e gocce di cioccolato, pronta per riempire cannoli
(ricotta con latte di origine italiano, latte ovino/caprino)
• 1 bustina di zucchero a velo per mettere sui cannoli
• 1 bustina di scaglie di cioccolato per mettere sui cannoli
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